«Venni svegliato di notte. Mi dissero che mio fratello aveva avuto un incidente. Ricordo benissimo quella notte, il dolore, le lacrime. E i perchè…» Demetrio Medaglia è il fratello di Mauriz...
«Venni svegliato di notte. Mi dissero che mio fratello aveva avuto un incidente. Ricordo benissimo quella notte, il dolore, le lacrime. E i perchè…» Demetrio Medaglia è il fratello di Maurizio, che la sera del 25 ottobre del 1991 venne assassinato a due passi da casa, ad Agerola. Aveva 22 anni e faceva il commerciante. Con la famiglia aveva aperto un negozio di abbigliamento, jeans in particolare. Erano gli anni della faida di camorra tra i D’Alessandro e gli Imparato. Due anni prima, nel 1989, gli uomini di Imparato avevano teso un agguato al capo clan dei D’Alessandro sulle Terme. Da quel momento molti si nascondevano sulle montagne, alcuni anche tra Pimonte ed Agerola. «Alcuni di questi venivano nel negozio di mio fratello e prendevano i vestiti senza pagarli. A un certo punto mia madre, che aveva capito cosa stesse succedendo, li affrontò e disse loro di andare via, di prendere le cose e non tornare più» racconta Demetrio, pensionato da qualche mese e impegnato in una battaglia affinchè la memoria del sacrificio di suo fratello non sia dimenticata. Gli emissari dei clan, invece, tornarono e iniziarono a chiedere anche soldi sotto forma di tangente. Fu così che il giovane Maurizio decise di denunciare. Forse non tutto andò per il verso giusto. Forse Maurizio venne lasciato troppo solo anche da chi doveva difenderlo. Anzi, forse venne anche esposto a una vendetta che non tardò ad arrivare. Il 25 ottobre fu ucciso con due colpi alla testa mentre stava rincasando. «Combattiamo da anni affinchè siano dati un nome e un cognome a sicari e mandanti. Qualche tempo fa l’Antimafia aveva anche una dichiarazione di un pentito. Sappiamo che le indagini non si sono fermate» spiega Demetrio. La famiglia ha ottenuto qualche anno fa il riconoscimento dello status di vittima innocente della camorra. E, durante l’ultima edizione della giornata delle vittime innocenti anche il suo nome è stato declamato insieme a quelli di altre migliaia di persone. «Ho sentito forte il calore e la presenza dell’associazione Libera, di SoS Impresa che ci sono state vicine in questi anni. Come famiglia vogliamo solo che la memoria di Maurizio resti viva. Una scuola di Agerola ha anche piantato un mandorlo per ricordarlo. Noi sappiamo bene che Agerola non è terra di camorra, ma la camorra esiste. Faremo di tutto affinché il nome di mio fratello venga ricordato anche nella sua città e mai dimenticato. Deve essere un messaggio per i giovani» conclude Demetrio.
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