Oltre un milione di euro. È questo il valore del “tesoretto” che l’amministrazione comunale di Pompei, guidata dal sindaco Carmine Lo Sapio, potrà impiegare nel corso dell’anno grazie a due ...
Oltre un milione di euro. È questo il valore del “tesoretto” che l’amministrazione comunale di Pompei, guidata dal sindaco Carmine Lo Sapio, potrà impiegare nel corso dell’anno grazie a due fonti: l’imposta di soggiorno e le sanzioni per violazioni del codice della strada. Due strumenti diversi, ma entrambi rivelatisi preziosi per sostenere le politiche di rilancio urbano, sicurezza e sviluppo turistico. Secondo le previsioni di bilancio, nel 2025 entreranno nelle casse comunali 650.000 euro derivanti dall’imposta di soggiorno, una risorsa cresciuta costantemente negli ultimi anni, in parallelo con il ritorno in forze dei flussi turistici post-pandemia. Pompei, con il suo Parco archeologico che attira milioni di visitatori ogni anno, è una delle principali mete culturali d’Italia e d’Europa. Ogni pernottamento in città porta un contributo nelle casse del Comune, che – per legge – deve essere destinato esclusivamente ad attività legate al turismo: dalla promozione dell’offerta culturale al miglioramento dei servizi per l’accoglienza, fino al decoro urbano e alla mobilità turistica. E proprio qui entra in gioco la regia dell’amministrazione, che ha puntato su una strategia precisa: trasformare ogni risorsa in leva per la riqualificazione urbana e la valorizzazione dell’identità cittadina. I fondi della tassa di soggiorno sono stati, negli ultimi anni, impiegati per sostenere eventi nei punti nevralgici della città antica e moderna. E nel 2025 si prevede un nuovo ciclo di investimenti, con particolare attenzione a turismo e accoglienza. Accanto a questi fondi, ce n’è un’altra voce che genera disponibilità finanziaria, spesso meno visibile ma altrettanto rilevante: le multe stradali. Il bilancio comunale prevede 500.000 euro di introiti annui da sanzioni per violazioni del codice della strada. E qui la legge parla chiaro: l’articolo 208 del Codice della Strada stabilisce che almeno il 50% di tali somme deve essere destinato a interventi per la sicurezza stradale e per il potenziamento delle attività di polizia municipale. Significa che almeno 250.000 euro potranno essere reinvestiti in iniziative come la gestione del traffico, manutenzione della segnaletica orizzontale e verticale, gli strumenti a disposizione degli agenti. L’amministrazione ha scommesso su una visione integrata: turismo, mobilità, decoro e sicurezza non sono compartimenti stagni, ma tessere di un mosaico che punta a rendere Pompei una città vivibile per i residenti e accogliente per i visitatori. Il tesoretto da turismo e multe, dunque, diventa leva di governo, in un contesto in cui i Comuni – stretti tra vincoli di bilancio e riduzione dei trasferimenti statali – devono fare affidamento sempre più sulle entrate proprie. Pompei, grazie alla sua vocazione internazionale, può contare su una base solida, ma serve una regia politica capace di trasformare le entrate in valore aggiunto per il territorio. Certo, restano delle sfide: rendere più trasparente e partecipata la destinazione dei fondi, garantire un ritorno visibile ai cittadini, evitare che i proventi da sanzioni vengano percepiti solo come strumenti punitivi. Ma se ben governati, questi flussi possono alimentare un circolo virtuoso.