Indagini sulla politica oplontina, quattro avvisi di chiusura indagini per false attestazioni: coinvolti tre consiglieri e un ex assessore. Raffaella Celone, Maria Di Maio e Raffaele De Stefano. Sono ...
Indagini sulla politica oplontina, quattro avvisi di chiusura indagini per false attestazioni: coinvolti tre consiglieri e un ex assessore. Raffaella Celone, Maria Di Maio e Raffaele De Stefano. Sono questi i nomi dei tre consiglieri comunali di Torre Annunziata che, insieme all’ex assessore Gianfranco Scafa, sono stati raggiunti dagli avvisi di conclusione delle indagini preliminari emessi dalla Procura di Torre Annunziata e notificati dalla guardia di finanza oplontina. Gli avvisi fanno riferimento all’ipotesi di reato di cui agli articoli 495 del codice penale e 76 del d.p.r. 445/2000 per “falsa attestazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri”. Le indagini, condotte dalle fiamme gialle su delega della Procura, hanno evidenziato che tra luglio e agosto del 2024 i tre consiglieri e l’assessore (successivamente dimessosi) avrebbero presentato al responsabile della prevenzione e della trasparenza del Comune una dichiarazione sostitutiva di notorietà contenente informazioni false. In particolare, avrebbero attestato l’insussistenza di incompatibilità previste dalla legge, negando di avere debiti esigibili per imposte, tasse e tributi verso il Comune o di essere stati messi in mora. Tuttavia, le verifiche hanno smentito queste affermazioni, facendo emergere una realtà ben diversa.
Le situazioni dei quattro coinvolti
Tra le quattro posizioni emerse, quella di Gianfranco Scafa risulta essere la più rilevante dal punto di vista economico nei confronti del Comune, con un debito che risulterebbe pari a 33.828,75 €. Le posizioni di Maria Di Maio, Raffaella Celone e Raffaele De Stefano, sebbene di minor entità, assumono una valenza nell’ambito anche dell’inchiesta sull’ipotesi di false attestazioni. Maria Di Maio risulterebbe inadempiente per un mancato versamento di 142,51 euro relativo all’Imu. «Si tratta di una piccola quota di un immobile in cui vive mia madre. La somma è stata già saldata mesi fa», ha chiarito la consigliera di +Europa. Raffaele De Stefano avrebbe invece omesso il versamento della Tari-Tares per un totale di 1.926,24 euro. In merito, l’esponente di Torre dei Valori, ha dichiarato: «Non ero al corrente della competenza sia di Soget che di Publiservizi. Non appena sono venuto a conoscenza della mia situazione a luglio, ho provveduto subito al pagamento e ho notificato la segreteria dell’avvenuto saldo». Situazione differente, invece, per Raffaella Celone, consigliera di Area Socialista, coinvolta per un debito di 596,06 euro per Imu del 2013, che la consigliera, da quel che si apprende, avrebbe già pagato nel 2022 sull’Iban indicato nella cartella esattoriale ricevuta. Nonostante ciò, il Comune avrebbe continuato a richiedere l’importo a cui sono seguiti due pignoramenti sullo stipendio ad inizio 2024. Gli amministratori coinvolti sarebbero pronti a produrre memorie difensive nell’ambito dell’inchiesta.
Il commento del sindaco Cuccurullo
Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Torre Annunziata, Corrado Cuccurullo, che ha espresso fiducia nella magistratura e nell’operato dei consiglieri: «Ho piena fiducia nell’operato della magistratura e confido che i consiglieri comunali coinvolti possano quanto prima chiarire la loro posizione. Necessario farlo quanto prima perché dopo due anni di commissariamento, Torre Annunziata ha voltato pagina».L’inchiesta testimonia l’attenzione costante della Procura nei confronti del Comune oplontino, nonostante i due anni di commissariamento. L’evolversi della situazione potrebbe avere un impatto sulla stabilità amministrativa del Comune, già al centro di un periodo delicato di transizione politica e istituzionale.