Torre del Greco. Restano avvolte in un fitto alone di mistero le «strategie» dell’amministrazione comunale targata Luigi Mennella per rilanciare le politiche sociali all’ombra del Vesuvio. Anzi....
Torre del Greco. Restano avvolte in un fitto alone di mistero le «strategie» dell’amministrazione comunale targata Luigi Mennella per rilanciare le politiche sociali all’ombra del Vesuvio. Anzi. A un mese esatto dall’ultima richiesta di chiarimenti avanzata dal «soldato» Luigi Caldarola al primo cittadino e all’assessore Mariateresa Sorrentino – l’esponente di Per finita in varie occasioni al centro di polemiche e proteste delle fasce deboli del territorio – non c’è traccia del piano sociale di zona dell’ente di palazzo Baronale.
Programmazione zero
Tutto nasce dall’ennesima proposta-spot promossa dal Pd in occasione dell’ultima festa delle donne: l’apertura di un centro anti-violenza comunale per sostenere le vittime di violenza. Una lodevole iniziativa – la quarta città della Campania è l’unica della provincia sud di Napoli a non contare su uno sportello d’ascolto per le donne – ma non supportata, secondo l’esponente dell’opposizione in consiglio comunale, da alcuna programmazione. «I centri anti-violenza rappresentano luoghi di protezione che dovrebbero avere garanzia di sede e copertura finanziaria da parte del settore politiche sociali – la premessa di Luigi Caldarola, già braccio destro dell’assessore al welfare Luisa Refuto durante i primi due anni di mandato del sindaco Giovanni Palomba -. Il nostro Comune è capofila dell’ambito territoriale N31 ma, fino a oggi, non ha un Cav accreditato a livello regionale e pertanto risulta escluso dall’elenco dei destinatari dei fondi messi a disposizione ogni anno dalla Regione Campania per tali servizi». Di qui, i dubbi sull’effettiva possibilità di trasformare la proposta del Pd in realtà e la necessità di accendere i riflettori sull’effettivo stato dell’arte delle politiche sociali a Torre del Greco: «Si chiede al sindaco Luigi Mennella e all’assessore alle politiche sociali Mariateresa Sorrentino – la nota inviata da Luigi Caldarola lo scorso 7 marzo – di conoscere le programmazioni del piano sociale di zona al fine da verificare che sia stato previsto il centro antiviolenza per l’Ambito N31».
Nessuna risposta
Un quesito, tutto sommato, elementare per chi dovrebbe – il condizionale è d’obbligo, alla luce dei risultati registrati fino a oggi – occuparsi di politiche sociali. Eppure, a un mese dalla nota e a dispetto di una convocazione in commissione trasparenza in cui lo stesso assessore Mariateresa Sorrentino garantì un immediato riscontro, nessuna risposta è fino a oggi arrivata in merito al piano sociale di zona. Diventato praticamente «fantasma» così come molte iniziative a sostegno della fasce deboli del territorio. Davanti all’assordante silenzio dell’amministrazione comunale, l’esponente della minoranza ha inviato a sindaco e assessore – nonché al segretario generale Domenico Gelormini, responsabile della trasparenza a palazzo Baronale – un sollecito «a procedere con urgenza a fornire risposte ai quesiti inviati il mese scorso». Perché il welfare non può più aspettare.
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