Potrebbe essere il 2027 l’anno in cui le porte dell’ex fabbrica Allocca di via Croce Rossa, convertita a Cittadella Scolastica potrebbe finalmente aprire i battenti dopo un iter tortuoso e il calvario burocratico degli ultimi anni. I lavori all’interno del bene confiscato alla criminalità organizzata, oggi sotto il controllo del Comune di San Giuseppe Vesuviano, stanno procedendo anche se gli interventi da fare sono tanti. Nei giorni scorsi c’è stato un sopralluogo di tecnici e politici all’interno della struttura situata a poche centinaia di metri di distanza dal centro storico, destinata a diventare un luogo simbolo della cultura sul territorio. Un polo scolastico d’eccellenza in un territorio che negli ultimi anni ha «perso» molte scuole. Sono previste aule, una biblioteca, laboratori e uffici da mettere a disposizione della comunità, nel progetto previsti anche spazi aperti alla cittadinanza per ospitare manifestazioni ed eVenti di carattere culturale. A seguire le opere il vicesindaco Antonio Borriello, delegato ai lavori pubblici per la giunta del sindaco Michele Sepe. «Posso garantire che i lavori stanno procedendo secondo la tabella prevista», garantisce il numero due della giunta in quota dem.
La «questione Cittadella» si è sbloccata soltanto a maggio dello scorso anno con l’affidamento con ancora in carica i commissari straordinari, l’ultimo importante atto prima di lasciare il municipio all’amministrazione eletta alle ultime amministrative. Per la squadra di governo locale un progetto fondamentale da seguire. «Un’opera complessa perché si tratta di una struttura chiusa e abbandonata da oltre trent’anni. Facciamo controlli ogni mese sullo stato di avanzamento delle opere», spiega ancora Antonio Borriello. «Ci piacerebbe consegnare l’opera entro il 2027. Continuiamo a lavorare con la volontà di costruire un futuro migliore. La Cittadella scolastica non rappresenta soltanto un progetto di riqualificazione urbana ma sarà un simbolo di rinascita in un bene confiscato alla camorra, sarà un luogo di crescita e formazione per le future generazioni».
Dai banchi dell’opposizione c’è già chi parla di «post acchiappa-like» del vicesindaco. Il gruppo dei consiglieri Massa, Moccia, Sangiovanni e Archetti attacca: «Borriello rivendica come “una conquista” dell’attuale amministrazione la nascita della prima cittadella scolastica. La verità è un’altra», dicono ripercorrendo tutte le tappe del tortuoso iter che ha portato all’apertura dei cantieri. «Il finanziamento in questione fu dichiarato perduto proprio dall’attuale vicesindaco nel 2020, quando sedeva in minoranza. Poi è stato smentito. La gara d’appalto ha avuto inizio con la vecchia amministrazione per poi essere continuata e conclusa dai commissari straordinari. Il plauso va fatto ai dirigenti e ai dipendenti. L’unica cosa che è stata fatta da questa amministrazione è stata solo quella di comunicare che è in corso la realizzazione di un’opera importante. Basta attribuirsi meriti altrui», l’affondo. E tra post e polemiche spunta anche un commento che va sottolineato, non foss’altro per i protagonisti.
A «difendere» l’operato dell’amministrazione Catapano è Antonio Agostino Ambrosio. Catapano e Ambrosio per anni sono stati rivali su ogni cosa. Qualcosa però sembra cambiato. «Borriello dovrebbe congratularsi con Catapano che ebbe un grande intuito amministrativo a individuare nel bene confiscato la nascita della Cittadella», dice Ambrosio. Insomma da nemici per la pelle, a quasi amici.