Un’ora straziante, fatta di silenzio rotto solo dal suono delle lacrime e dei singhiozzi. Nella chiesa di San Giovanni Battista, nel rione del Rosario a Gragnano, si è tenuto l’ultimo saluto a Nicola Sicignano, l’operaio 51enne morto lunedì sera a Sant’Antonio Abate, vittima di un tragico incidente sul posto di lavoro. Fin dalla mattina, la piazza del rione gragnanese è stata invasa da familiari, amici e conoscenti, che si sono stretti alla famiglia per offrirle il conforto in questo doloroso momento. Il lutto cittadino, proclamato per la giornata di ieri, ha visto la partecipazione di tutte le autorità locali, che hanno voluto essere presenti per rendere omaggio al 51enne e alla sua famiglia. In prima fila, tra gli altri, il vice sindaco Andrea Gaudino, il comandante dei vigili di Gragnano e gli esponenti delle forze dell’ordine. La cerimonia religiosa è stata celebrata da don Aniello Pignataro. «È una tragedia inspiegabile», ha detto il parroco durante la sua omelia, aggiungendo che «ora è il momento del dolore e del ricordo. La luce in questo tunnel la si può trovare nella preghiera e nell’amore di Dio». Parole di conforto che hanno cercato di alleviare almeno in parte il peso di un dolore così grande. All’esterno della chiesa, il cielo pioveva incessantemente, ma nulla ha impedito a una folla rispettosa di riunirsi per salutare l’uomo che aveva perso la vita in circostanze tragiche. Il destino del 51enne, che ha lasciato un’impronta indelebile nelle vite di chi lo ha conosciuto, è stato tragicamente segnato da un incidente avvenuto mentre stava terminando il suo turno di lavoro in una ditta per lo smaltimento dei rifiuti, nella zona di Sant’Antonio Abate. L’operaio, per dinamiche ancora da accertare, è rimasto incastrato con la testa e il braccio nel nastro trasportatore. Sull’incidente sta indagando la Procura della repubblica di Torre Annunziata, che ha già iscritto- come atto dovuto- tre persone nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. La Procura sta cercando di comprendere se la morte di Nicola Sicignano sia stata causata da eventuali negligenze o disattenzioni sul posto di lavoro, oppure se sia stato un malore a provocare l’incidente, facendolo inciampare nel macchinario. Ogni ipotesi è al vaglio degli inquirenti, che stanno raccogliendo tutte le prove utili per chiarire le dinamiche dell’accaduto. Venerdì è stata effettuata l’autopsia sulla salma, i cui risultati dovrebbero arrivare nei prossimi mesi, gettando probabilmente una prima luce sull’accaduto. Nel frattempo, i carabinieri di Castellammare di Stabia stanno conducendo le indagini, e sono stati acquisiti dei frame video che potrebbero fornire ulteriori dettagli sulla tragedia. Ad oggi rimane il grande dolore che ha travolto la famiglia Sicignano. L’uomo, che solo cinque mesi fa aveva iniziato a lavorare presso l’azienda, lascia una moglie e due figli, il maschio di 15 enni e una ragazza di 18, distrutti da una tragedia inspiegabile.
CRONACA
30 marzo 2025
Gragnano. Lacrime e commozione per l’ultimo saluto a Nicola Sicignano