«Il nostro patrimonio termale non può cadere nel dimenticatoio». La Chiesa del Carmine di Castellammare di Stabia ha ospitato l’ingegnere e presidente del comitato Terme di Stabia, Catello Lamberti e la sua esposizione sul termalismo “stabiano”. Partendo da un’illustrazione di immagini raffiguranti le Terme Antiche e quelle Nuove ai tempi del loro massimo splendore, Lamberti ha poi moderato l’incontro con l’intervento accademico-scientifico della dottoressa pediatrica Rosa De Nicola. Il patrimonio inestimabile offerto dalle aquae Stabiae non può e non deve cadere nell’oblio della rovina. Di fatto, queste sono state le parole del portavoce del Comitato, commosso dal ricordo di vecchie memorie vivide: « In seguito al fallimento dei due complessi termali negli anni scorsi, con la chiusura delle fonti, purtroppo il tesoro datoci in dono dalla natura non è stato più disponibile, né per la città né per gli stabiesi che si riconoscevano in esso. Bisogna recuperare la nostra ricchezza, valorizzare l’importanza curativa delle nostre acque ed attuare un serio progetto di restauro per la fruizione di quest’ultime». L’inno alla riconquista dell’identità stabiese ha successivamente introdotto il discorso dei vantaggi terapeutici idrotermali ed il commento della Suora Madre della Chiesa ne è portavoce: «Quando ero bambina, ricordo che di fianco alla salumeria di mio padre c’era un piccolo pozzo di acqua rossa in cui immergevamo la mozzarella, il burro e la ricotta in inverno e le angurie in estate. Quell’acqua possedeva l’efficacia di mantenere freschi i prodotti ma soprattutto donava loro proprietà curative. Infatti, i dottori dell’epoca consigliavano ai propri pazienti di recarsi nella salumeria per usufruire degli alimenti che beneficiavano la vista, grazie alla fonte di acqua rossa». A seguito di ciò, è stata la pediatra De Nicola a chiarificare una volta per tutte i benefici della terapia idrotermale delle acque si Castellammare. Infatti, i dati sociosanitari attestano che le acque termali giovano particolarmente alla salute dei bambini. Non si limitano solo ad avere un’azione antinfiammatoria, idratante, mucolitica, battericida ma sono anche efficaci nella riduzione delle infezioni e nelle patologie dermatologiche. Pertanto, è risaputa la componente sulfurea delle acque stabiane, lo zolfo è infatti anche conosciuto come “il minerale della bellezza”, il quale aumenta il collagene e aiuta a mantenere in salute la pelle ed i capelli. Insomma, i vantaggi fisiologici delle sorgenti della città delle acque sono evidenti e di enorme rilevanza. Cittadini, forestieri, vicini e lontani, ricchi e poveri, tutti, dovrebbero avere la possibilità di servirsi di queste e così recuperare un’eredità perduta. Adriana Di Michele
CRONACA
30 marzo 2025
Castellammare. Il grido del comitato: «Il patrimonio termale non può essere dimenticato»