Roma. Una nuova legge per dare ai figli “solo il cognome della madre” e risarcire le donne di una “ingiustizia secolare”, fonte di “disuguaglianze di genere”. Dario Franceschini – dopo il lodo “marciare divisi e colpire uniti” – torna a catalizzare il dibattito politico annunciando un disegno di legge che presentera’ – a titolo personale – a Palazzo Madama.
E lo fa non senza attirarsi le critiche del centrodestra, gli applausi delle parlamentari dem e le perplessita’ di una fetta del centrosinistra (Azione e M5s). I senatori dem erano riuniti questa mattina per esaminare le proposte in commissione Giustizia sull’attribuzione del cognome – mirate a colmare il vuoto legislativo – sulla scia della sentenza della Consulta dell’aprile 2022 che ha eliminato l’automatismo ‘neonati-cognome paterno’.
Microfono acceso, 30 secondi di intervento e Franceschini spariglia le carte. Poco dopo arriva il post via social. “Ai figli solo il cognome della madre. Anziche’ creare infiniti problemi con la gestione dei doppi cognomi, dopo secoli in cui i figli hanno preso il cognome del padre, stabiliamo – scrive Franceschini – che dalla nuova legge prenderanno il solo il cognome della madre. E’ una cosa semplice ed anche un risarcimento per una ingiustizia secolare che ha avuto non solo un valore simbolico ma e’ stata una delle fonti culturali delle disuguaglianze di genere”.
Sono almeno quattro i testi in commissione Giustizia: li hanno presentati Unterberger (Autonomie), Malpezzi (Pd), Maiorino (M5s) e Cucchi (Avs) per sbrogliare la matassa dell’attribuzione del cognome ai nuovi nati. “Il mio auspicio e’ che qualsiasi soluzione si adottera’, non renda invisibile nessuno dei due genitori. Io sono per la visibilita’ di entrambi i genitori”, dice Giulia Bongiorno (Lega) presidente della seconda commissione di Palazzo Madama.
Ma intanto si scatenano le reazioni politiche. Con i distinguo anche tra i partiti delle opposizioni. “Ma certo, cancelliamoli dalla faccia della terra questi papa’, cosi’ risolviamo tutti i problemi… Ma dove le pensano ste idee geniali?”, ironizza Matteo Salvini, leader della Lega. Per Forza Italia si tratta di “provocazioni finalizzate soprattutto a una ribalta mediatica”, rimarca il capogruppo azzurro in commissione Giustizia a Palazzo Madama, Pierantonio Zanettin. Le elette nel Pd plaudono “alla battaglia di civilta’” del collega di partito ed ex ministro. E trovano la sponda di Avs (“proposta interessante e condivisibile”, dice la capigruppo alla Camera, Zanella). Azione, invece, si smarca. “Altre priorita’ non ne abbiamo?”, chiosa Carlo Calenda.