Torre del Greco. Ci sono toppe peggiori del buco. E chiaramente il sindaco Luigi Mennella non è nato per vestire gli abiti del sarto raffinato e preciso.
Perchè gli affannosi «chiarimenti social» promossi dopo le (legittime) proteste per le «novità» previste dall’amministrazione comunale relativamente al nuovo appalto per la gestione delle strisce blu rischiano di minare la credibilità acquisita dall’ex vicepresidente di Gori durante il suo primo anno e mezzo di mandato a palazzo Baronale.
Partiamo da quello che il sindaco ha fantasiosamente definito un «involontario errore». Ovvero, la cancellazione dello «spacco» per il pagamento dei grattini durante l’orario di pranzo.
Davanti a una svolta epocale per le strisce blu all’ombra del Vesuvio e prima di rischiare di scatenare inutili «preoccupazioni» tra gli automobilisti di Torre del Greco, Metropolis Quotidiano aveva interpellato direttamente Antonio D’Ambrosio – il delegato ai parcheggi della maggioranza a trazione Pd-M5S – in modo da evitare errori di interpretazione.
Ebbene, il figlio d’arte nel sottolineare come la decisione di inserire viale Diaz, viale Colombo e corso Garibaldi fosse stata presa insieme al sindaco per venire incontro alle richieste degli abitanti delle zone interessate costantemente alle prese con difficoltà di parcheggio, si è assunto la responsabilità di confermare – anziché millantare presunti errori involontari – la circostanza di avere voluto introdurre l’orario continuato dalle 8 alle 20 per uniformare Torre del Greco a tutte le città turistiche, aggiungendo che la scelta era stata presa perché diversi uffici pubblici – in particolare, lungo le strade del centro cittadino – fossero regolarmente aperti tra le 13 e le 15, con conseguente necessità di garantire la rotazione delle auto negli stalli blu. Insomma, altro che svista.
Relativamente alla questione dell’invasione di strisce blu nel parcheggio delle Fs di piazzale Ferrovia, le questioni sono due: o il sindaco mente (ancora) per giustificare il frettoloso dietrofront oppure la delibera sulle linee di indirizzo per il nuovo appalto relativo alla gestione della sosta a pagamento è stata scritta in modo approssimativo e superficiale (come, d’altronde, già accaduto diverse volte in passato).
Perché se – come giustamente sostiene il sindaco – in piazzale Ferrovia le strisce blu ci sono sempre state, le stesse sarebbero state già comprese nella «conferma di tutte le altre strade già previste nel precedente affidamento» a cui rimanda la delibera. Inserire il «parcheggio di piazzale Ferrovia» insieme alle nuove strade (i viali e corso Garibaldi) in cui sbarcheranno le strisce blu significa, invece, avere deciso di trasformare l’area di sosta a ridosso della stazione Fs da libera a pagamento.
Una scelta poi ritirata in fretta e furia (al momento solo sui social) dopo la sollevazione popolare.
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