Gabriele Capriglione, in arte Swokka, è un giovane artista che non ha paura di mettere a nudo le proprie emozioni più intime. La musica è per lui un mezzo di espressione profondo, un rifugio sicuro e uno specchio delle sue esperienze più importanti. C’è chi trova nelle parole un modo per esprimere se stesso e chi, invece, sceglie il movimento. Swokka ha sperimentato entrambi. Da bambino, tra momenti di solitudine e la ricerca di un canale di sfogo, si è avvicinato alla scrittura e alla boxe, due mondi apparentemente distanti anni luce ma uniti da un comune denominatore: la disciplina e l’intensità emotiva. «Scrivere è l’unica cosa che mi ha sempre dato una soddisfazione reale. La musica è sempre stata una costante nella mia vita fin da quando ero piccolo e ha sempre avuto un posto speciale nel mio cuore, un interesse che nel tempo è maturato fino a trasformarsi in una vera e propria necessità, un bisogno viscerale che mi accompagnerà per sempre», racconta Capriglione. Ogni artista ha un’ispirazione, un punto di riferimento che segna il suo percorso. Per Swokka, questo ruolo è stato incarnato dal cantante canadese The Weeknd. «L’artista che mi ha influenzato di più lungo il mio percorso è senza dubbio The Weeknd. Ascoltarlo mi ha fatto capire quanto si possa essere al tempo stesso crudi ed emotivi nei testi, e questo mi ha spinto a raccontare la mia storia senza filtri», spiega. Il cantautore canadese gli ha insegnato che la musica non è solo melodia, ma anche una narrazione autentica e intensa, in cui non bisogna avere paura di mostrare le proprie fragilità. Il risultato delle sue canzoni è uno stile che oscilla tra R&B e rap, in cui ogni brano è un frammento di vita vissuta, di esperienze provate sulla pelle e di episodi della quotidianità. Le sue canzoni parlano di relazioni complicate, di sentimenti contrastanti, delle difficoltà nel mantenere un legame profondo con gli altri. Swokka non racconta storie perfette, ma esperienze reali, e proprio questa autenticità lo rende vicino al pubblico. La sua musica nasce da un’esigenza interiore. Non segue schemi prestabiliti, non forza le emozioni, «Di solito mi metto da solo, magari con una base, e lascio fluire ogni pensiero e quello che sento in quel momento. Non sempre tutto questo ha una logica precisa, scorre e basta». È un processo naturale, che gli permette di trasformare i pensieri in testi emozionanti. Tra i momenti più significativi della sua carriera, c’è la collaborazione con Laioung, uno dei nomi più noti della scena trap italiana: «Lavorare in studio con lui è stata un’esperienza che definirei illuminante. Mi ha fatto capire che, alla fine, anche chi consideri un “big” è una persona come te, umile e che non ti fa sentire piccolo. È stato un evento che mi ha fatto crescere in tutti i sensi, sia professionalmente che umanamente». Una lezione preziosa per un artista emergente, in un mondo in cui spesso la musica viene messa in secondo piano rispetto al personaggio. Il panorama musicale di oggi è complesso, e farsi notare è difficile. «Oggi conta più il personaggio che la musica. Senza qualche piccolo aiuto esterno è davvero difficile emergere, e spesso il talento è di gran lunga meno apprezzato rispetto all’immagine che si mostra sui vari social», afferma con realismo l’artista. Eppure, il suo obiettivo è chiaro, non vuole adattarsi alle tendenze del momento, ma restare fedele alla propria visione artistica. Crede che, da qualche parte, ci sia qualcuno che si riconosce nelle sue parole, e sa che la sua musica potrà fare la differenza proprio per queste persone. Il 28 marzo uscirà il suo nuovo singolo, “Laura”. Un pezzo che parla di una storia vera, di una ragazza a cui ha fatto del male senza rendersene realmente conto. Non è una semplice canzone d’amore, ma una riflessione sui rapporti umani e sulle conseguenze delle proprie azioni, che spesso fatichiamo ad assumerci. Il suo sogno è fare un album che arrivi a più persone possibili, un progetto in cui raccontarsi senza filtri, come ha sempre fatto. A chi sogna di intraprendere un percorso musicale, Gabriele Capriglione consiglia di non inseguire le mode. «A chi ha scelto o sogna di intraprendere questo percorso, il mio consiglio è di seguire sempre ciò che sente, senza paura che possa sembrare banale o insignificante. L’autenticità ha il potere di toccare le persone, e da qualche parte c’è sicuramente qualcuno che si riconoscerà nella tua visione. È proprio quel legame a fare la differenza, trasformando un semplice gesto in qualcosa di più grande. Per me, se anche solo una persona ascoltando la mia musica prova un’emozione vera, allora ho vinto. Senza se e senza ma», conclude. Nel suo percorso, ha dimostrato che la musica vera può ancora trovare spazio in un mondo dominato dall’apparenza.
YOUNG
23 marzo 2025
Gabriele Capriglione, in arte Swokka: «nelle mie canzoni racconto emozioni vere»