L'INCHIESTA Falsi titoli per i concorsi pubblici: sette arresti e cento indagati
Scafat. Avrebbero falsificato titoli di studio e abilitazioni professionali dietro compenso per favorire chi elargiva soldi a superare concorsi statali: sette arresti (ai domiciliari) e un centinaio di indagati nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla procura di Potenza (sostituto procuratore Maurizio Cardea) che ha raggiunto Salerno e la sua provincia, l’area Vesuviana e altre zone d’Italia.
Manette ai polsi per Ilaria Galotta 32 anni di Potenza e locale rappresentante di Fratelli d’Italia, Stefano Dragonetti 33enne sempre di Potenza; poi Vincenzo Macera 46 anni di Pompei, la 41enne Fortuna Francesca Infante nativa di Scafati (nata a Terzigno), Anna Macera 26enne di Pompei, quindi Nicola Amabile 49 anni di San Pietro a Tanagro ed Ersilia Gassi 43enne di Polla. Sono accusati dalla procura potentina di associazione per delinquere finalizzata ai reati di falso.
Su disposizione del gip potentino, sequestrati dalla Guardia di Finanza delegata alle indagini titoli di studio e abilitazioni professionali ideologicamente falsi rilasciati ad oltre un centinaio di persone provenienti dall’Agro nocerino (Scafati, Nocera Inferiore e Sarno), Vesuviano (Pompei, Poggiomarino, Boscoreale), Vallo di Diano, Toscana, Emilia Romagna, Sicilia e Basilicata: nella partecipazione a concorsi pubblici avrebbero ottenuto un incremento di punteggio grazie alle attestazioni fittizie. I costi per il raggiro avrebbero avuto costi dai 500 ai 5mila euro che avrebbero intascato associazioni ed enti privati.
Le indagini, svolte anche con l’ausilio delle più moderne tecnologie investigative, hanno permesso dunque di disvelare un complesso sistema illecito, avente a oggetto la frequenza di diversi corsi di formazione, corsi di laurea, percorsi formativi funzionali al conseguimento di certificazioni/qualifiche, utili all’incremento del punteggio attribuito ai candidati al momento dell’inserimento nelle graduatorie elaborate nell’ambito di concorsi pubblici e, più nello specifico, per svolgere diverse funzioni lavorative.
I promotori dell’associazione arrestati avrebbero svolto un vero e proprio ruolo di scouting della clientela intrattenendo rapporti con altri istituti formativi localizzati tra le province di Potenza e Napoli, gestiti sempre dagli indagati finiti in manette, in grado di assicurare, con assoluta certezza, a svariati fruitori dei servizi offerti il conseguimento di certificazioni e qualifiche professionali riconosciute a livello nazionale ed europeo.
In ambito formativo, gli arrestati svolgevano esami online sostituendosi ai chi frequentava il corso. In alcuni casi gli esiti degli esami venivano modificati entrando nei sistemi di sicurezza. In ambito universitario, gli indagati manipolavano l’esito degli esami previsti dal piano studi per quanto riguarda corsi di laurea online, a cui lo studente era iscritto. Anche in questo caso venivano raggirati i sistemi di sicurezza e alteravano gli esiti. In ambito sanitario invece, falsavano la presenza di alcuni studenti durante il tirocinio a partecipazione obbligatoria: gli studenti riuscivano a ottenere la qualifica di operatore socio sanitario.
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