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Piscine in piazza nella città vecchia
Realizzate dai cittadini due strutture in Largo Genzano e via Murat
di GIOVANNA SALVATI
Torre Annunziata. Piscine a Largo Genzano e nel quartiere murattiano: estate fai da te nei quartieri del degrado. Ma tutto rigorosamente “abusivo”. Che la crisi fosse il reale problema dell’anno 2012 era già noto, ma che questo portasse i cittadini torresi ad organizzarsi in piena autonomia ed eludendo e sfidando lo Stato e le istituzioni, questo non era previsto. Nella città oplontina da qualche giorno infatti sembra prendere piede una nuova moda: quella della piscina “fai da te”. Piscine, queste, nemmeno tanto piccole, anzi. Lunghe circa quattro metri e piazzate in luogo pubblico, o meglio sul suolo pubblico, sono ormai il ritrovo di due quartieri della città.
Una è stata allestita in pieno centro, a Largo Genzano e l’altra in uno dei tanti vicoli di via Murat. Ne basta una e gli altri prendono esempio. Così si diffonde la mania di avere una piscina personale proprio sotto casa e a fare ombra non gli ombrelloni, ma i panni stesi ad asciugare. Una merenda “casareccia” preparata dalla madre e la giornata passa, il tutto a costo zero. Tra un auto parcheggiata e una busta dei rifiuti, i torresi non si scoraggiano e così si organizzano. Il caldo persiste con Minosse e Caronte? Nessun problema. Loro li battono sul tempo e si tuffano in piscina. Braccioli e sdraio e persino i bambini muniti di maschera e tubo. A pochi metri il mare è sporco e meraviglie delle meraviglie è che i residenti di Largo Genziano rispettano il divieto di balneazione ma poi non esitano ad eccedere con le piscine abusive. Altri pochi passi e siamo nel cuore di Palazzo Fienga, roccaforte del clan Gionta. Certo una moda non del tutto nuova e già battezzata qualche anno fa nei vicoli di Forcella, ma la differenza sostanziale a Torre Annunziata c’è. Le due piscine infatti non sono state allestite in una strada o cortile privato bensi sorgono in pieno centro e tutto sotto gli occhi di tutti. Insomma una licenza personale e senza alcun rispetto delle regole. Di sicuro a tutto questo si aggiunge l’assenza completa dei canoni igienici non rispettati, e dove l’idea di piazzare una piscina, seppur media, in strada, appare contro ogni presupposto e limite dell’impossibile. In un vicolo, o in un quartiere, dove non ci sono marciapiedi e dove i motorini sfrecciano a tutta velocità, ma soprattutto in due ambienti che vengono ritenuti ancora piazze di spaccio di riferimento nel panorama torrese. Ma contro il caldo e la crisi tutto è lecito, anche ciò che in qualunque parte del mondo sarebbe impossibile. Quello che appare strano è il perché sino ad oggi nessuno abbai mai denunciato il fatto. Sarà forse normale allestire una piscina in un piazzale pubblico? Eppure ogni giorno in quel tratto transitano decine e decine di forze dell’ordine. Che sia sfuggita all’occhio clinico o il proprietario della piscina avrà un permesso speciale. Certo è che quando chiediamo chi sia l’autore della “brillante idea” nessuno sa nulla, nessuno ha mai visto. Tutti tacciono, ma nel frattempo i bambini si tuffano. Tra questi però c’è anche chi ci fa notare “c’è poca acqua, domani mio padre la riempie un'altra volta, perché in queste sere ce l’hanno bucata”. Insomma una vicenda assai surreale, di quelle che nemmeno Totò forse avrebbe commentato se non con un semplice “C'è chi può e chi non può: io può”.
09/08/2012
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